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IO X TE = TRE (Io & Te Vol. 1)
Autore : Maddalena A. Cecere
Copertina rigida : 437 Pagine
Format : eBook includes PDF, ePub and Kindle version
Descrizioni IO X TE = TRE (Io & Te Vol. 1)
Lui voleva lei. Lei l'ha umiliato.
Lei voleva lui. Lui l’ha rifiutata.
Dopo undici anni di incontri e scontri, Erika e Manuel si ritrovano all’abituale festa dei coscritti. Complici una generosa dose di alcol e un desiderio a lungo represso, i due finiscono finalmente a letto insieme.
Alleluia!
Ma c'è un piccolo, piccolissimo, effetto collaterale inaspettato: un M&M’s che lui ha impiantato nell’utero di lei senza chiederle il permesso. Ebbene sì, Erika e Manuel si sono moltiplicati. Due persone che non si sopportano e discutono continuamente sono destinate a condividere il resto delle loro vite. Può sembrare uno scherzo del destino, una punizione divina o il Karma che non dimentica, ma Erika e Manuel avranno un bambino, ed è un dato di fatto.
Una tregua che farà acqua da tutte le parti, un legame non desiderato, una convivenza che metterà entrambi a dura prova, un’attrazione difficile da contrastare e le cattive abitudini che saranno dure a morire. Questo, e molto altro, è ciò che dovranno affrontare nei nove mesi più duri della loro vita.
«Vuoi che io mangi qualcosa di sano? Bene, non me ne frega un fico secco della tua riunione. Tu sei insensibile davanti ai miei bisogni e io lo sarò davanti ai tuoi. Alza il culo dalla tua bella sedia imbottita e vai al supermercato».
«Sei nella fase “incattivita famelica”, vero?» domanda.
Il bastardo ha iniziato a dividere in fasi i miei stati d’animo. C’è la “fase geisha” quando sono dolce, quella “incattivita” quando sono leggermente turbata, quella “famelica” quando sono colpita da una fame compulsiva, quella “stronza” quando mi diverto a provocarlo, quella “pazza” quando non ragiono. E tante altre ancora.
«Aggiungici anche la “fase pazza” e avrai il quadro completo della situazione».
«Ahi!» si lamenta.
«Vai al supermercato: ho voglia di semi di girasole, o hai da ridire anche su quelli?».
Non giudicatemi, ho sparato il primo alimento che mi è venuto in mente e che di sicuro non ha in casa.
«Semi di girasole? Stai delirando?».
«Per niente. Hai venti minuti di tempo o lascio le chiavi dietro alla serratura e non ti lascio entrare».
«Non puoi dire sul serio» continua a ripetere. «Non posso muovermi, te li porto questa sera, promesso».
«Questa sera? Io esigo i miei semi di girasole immediatamente».
«Perché proprio questi dannati semi di girasole? Ci sono tanti alimenti più buoni. E poi non sei un criceto».
Mi copro la bocca con una mano per non scoppiare a ridere. Faccio un respiro profondo per riacquistare un minimo di contegno.
«Le voglie sono voglie, e non si contestano. Arrivano e basta, ed è compito dei papà assecondare le mamma. Ergo, è compito tuo».
«Ok, avrai i tuoi dannati semi di girasole, Hamtaro».
Questa volta non posso fare a meno di ridere. «Ti aspetto, non fare tardi o troverai la porta chiusa».
«Sì. Che nervoso che mi fai venire, donna!» esclama, prima di mettere fine alla chiamata.
Sia chiaro, io quei semi di girasole non li mangio: non sono un criceto.
Lei voleva lui. Lui l’ha rifiutata.
Dopo undici anni di incontri e scontri, Erika e Manuel si ritrovano all’abituale festa dei coscritti. Complici una generosa dose di alcol e un desiderio a lungo represso, i due finiscono finalmente a letto insieme.
Alleluia!
Ma c'è un piccolo, piccolissimo, effetto collaterale inaspettato: un M&M’s che lui ha impiantato nell’utero di lei senza chiederle il permesso. Ebbene sì, Erika e Manuel si sono moltiplicati. Due persone che non si sopportano e discutono continuamente sono destinate a condividere il resto delle loro vite. Può sembrare uno scherzo del destino, una punizione divina o il Karma che non dimentica, ma Erika e Manuel avranno un bambino, ed è un dato di fatto.
Una tregua che farà acqua da tutte le parti, un legame non desiderato, una convivenza che metterà entrambi a dura prova, un’attrazione difficile da contrastare e le cattive abitudini che saranno dure a morire. Questo, e molto altro, è ciò che dovranno affrontare nei nove mesi più duri della loro vita.
«Vuoi che io mangi qualcosa di sano? Bene, non me ne frega un fico secco della tua riunione. Tu sei insensibile davanti ai miei bisogni e io lo sarò davanti ai tuoi. Alza il culo dalla tua bella sedia imbottita e vai al supermercato».
«Sei nella fase “incattivita famelica”, vero?» domanda.
Il bastardo ha iniziato a dividere in fasi i miei stati d’animo. C’è la “fase geisha” quando sono dolce, quella “incattivita” quando sono leggermente turbata, quella “famelica” quando sono colpita da una fame compulsiva, quella “stronza” quando mi diverto a provocarlo, quella “pazza” quando non ragiono. E tante altre ancora.
«Aggiungici anche la “fase pazza” e avrai il quadro completo della situazione».
«Ahi!» si lamenta.
«Vai al supermercato: ho voglia di semi di girasole, o hai da ridire anche su quelli?».
Non giudicatemi, ho sparato il primo alimento che mi è venuto in mente e che di sicuro non ha in casa.
«Semi di girasole? Stai delirando?».
«Per niente. Hai venti minuti di tempo o lascio le chiavi dietro alla serratura e non ti lascio entrare».
«Non puoi dire sul serio» continua a ripetere. «Non posso muovermi, te li porto questa sera, promesso».
«Questa sera? Io esigo i miei semi di girasole immediatamente».
«Perché proprio questi dannati semi di girasole? Ci sono tanti alimenti più buoni. E poi non sei un criceto».
Mi copro la bocca con una mano per non scoppiare a ridere. Faccio un respiro profondo per riacquistare un minimo di contegno.
«Le voglie sono voglie, e non si contestano. Arrivano e basta, ed è compito dei papà assecondare le mamma. Ergo, è compito tuo».
«Ok, avrai i tuoi dannati semi di girasole, Hamtaro».
Questa volta non posso fare a meno di ridere. «Ti aspetto, non fare tardi o troverai la porta chiusa».
«Sì. Che nervoso che mi fai venire, donna!» esclama, prima di mettere fine alla chiamata.
Sia chiaro, io quei semi di girasole non li mangio: non sono un criceto.
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